L’andamento climatico del 2024 verificatosi nell’areale di Gravina in Puglia è stato atipico, con dati al di fuori dalle medie stagionali. Le temperature, infatti, sono state crescenti dal mese di marzo alla prima decade di aprile, con picchi massimi intorno ai 27 °C, per poi crollare nella prima decade di aprile, con temperature che si sono attestate intorno ai 15 °C. Successivamente, tra la fine di maggio e per tutto il mese di giugno, le temperature si sono innalzate per raggiungere valori massimi superiori ai 32-35 °C.
Le precipitazioni sono state assenti sulla maggior parte del territorio e scarse in alcune aree sporadiche. Tale situazione ha compromesso lo sviluppo vegetativo della coltura specialmente nel periodo di maggiore necessità idrica; infatti, dalla seconda decade di marzo fino alla seconda decade di maggio non si sono verificati eventi piovosi, determinando uno sviluppo molto stentato della vegetazione e, in alcuni casi, anche il disseccamento della vegetazione. Le piogge verificatesi nella seconda quindicina di maggio hanno consentito di recuperare, solo in alcuni casi e nelle zone più vallive, parte della produttività del grano.
Convenienza economica e risparmio di acqua
L’assenza di pioggia per prolungati periodi non ha consentito un sufficiente sviluppo vegetativo delle piante di frumento, specialmente nelle zone più declivi o nelle parti collinari più alte.
Tale situazione ha influito gravemente nel ridurre la produzione in tutta la zona di coltivazione di grano duro, con quantitativi medi che si sono attestati dai 6 ai 15 q/ha.
L’esperienza realizzata in tale situazione climatologica e su una varietà (Sagarolla), che non è particolarmente produttiva, ha evidenziato l’efficacia del biostimolante in prova, consentendo di ottenere una produzione di tutto rispetto se paragonata alle medie dell’annata.
Nelle parcelle trattate, infatti, sono state ottenute produzioni tra 14 e 23 q/ha, a fronte di quella ottenuta nelle parcelle dei testimoni da 6 a 9 q/ha.
L’impiego del drone nella distribuzione del biostimolante ha ulteriormente migliorato la produzione
rispetto a quella ottenuta con l’impiego dell’atomizzatore aziendale. In merito all’effetto positivo dell’impiego del drone, inoltre, va considerata la perdita di produzione provocata dal passaggio del trattore e dell’atomizzatore, valutata empiricamente uguale a una superficie di circa 668 m2/ha.
In conclusione, la sperimentazione effettuata ha messo in evidenza tre aspetti fondamentali:
l’efficacia delle applicazioni fogliari su grano che, effettuate con formulati ad azione specifica e nei momenti opportuni, possono incrementare in maniera considerevole la resa e la qualità della produzione, in particolare in annate calde e siccitose, ormai sempre più frequenti;
la convenienza economica delle applicazioni effettuate con drone rispetto a quelle tradizionali. Entrambe le tesi in cui è stato applicato il biostimolante hanno nettamente consentito un maggior ricavo per il produttore, al netto dei costi delle due applicazioni ma, nello specifico, la tesi con drone ha consentito un +210% e un +289% di ricavo per ettaro rispetto al testimone, rispettivamente nelle prove di contrada Sant’Angelo e contrada Madonna della Stella, rispetto a un +188% e +173% della tesi con trattore;
l’altissima ecosostenibilità dell’applicazione con drone che, oltre a garantire un enorme risparmio di tempo e carburante e la possibilità di distribuzione anche in condizioni edafiche sfavorevoli, consente di avere un’altissima efficacia con volumi di acqua molto bassi, aspetto particolarmente sensibile negli ultimi tempi, a causa delle sempre più ridotte disponibilità idriche.
Vito Lasorella, Onofrio Grande
Nicola Antonino
Agrolab Tech, Bitonto (Bari)
Antonio Guario
Agronomo fitoiatria
Angelo Cifarelli
ILSA spa, Verona
Nicola Giannico
Droneefy, Gravina di Puglia (Bari)
