La concimazione del grano duro è un passaggio fondamentale per ottenere una buona resa e qualità del raccolto.
Alla concimazione tradizionale con distribuzione degli elementi nutritivi si associa sempre più la tecnica della concimazione fogliare.
Effetti positivi su grano duro della concimazione fogliare
L’applicazione dei nutrienti direttamente sulle foglie permette un assorbimento più rapido e diretto, evitando perdite dovute al lavaggio o alla fissazione nel terreno.
In particolare, l’apporto di alcuni elementi nutritivi per via fogliare si rende necessario in caso di evidenti sintomi di carenze e, per migliorare, in tempi rapidi, lo sviluppo vegetativo della coltura. La presenza, inoltre, nel formulato distribuito di elementi che agiscono come biostimolanti, consente di stimolare i processi fisiologici della pianta, migliorando l’assorbimento dei nutrienti, la fotosintesi, la resistenza
abiotica, lo sviluppo radicale.
Sul grano duro la concimazione fogliare va posizionata in specifiche fasi fenologiche al fine di assecondare la coltura durante la crescita nei suoi
bisogni nutritivi. In particolare, le fasi in cui si rende necessario un maggiore apporto nutrivo sono quella della levata, per consentire un maggiore sviluppo della massa vegetativa della pianta, e quella poco prima della formazione della spiga, per consentire un’ottimale formazione delle spighe e
delle cariossidi, con conseguente possibilità di incrementare la produzione.
(Flagella, 2006).
La varietà in prova
La sperimentazione è stata eseguita sulla varietà di grano Saragolla; coltivata fin dal Medioevo è un’antica varietà di grano ro ricca di sali minerali e più digeribile rispetto ai grani moderni in quanto non ha subìto incroci genetici. Inoltre macinandola a pietra si mantengono tutte le proprietà organolettiche e nutritive del chicco di grano.
Poco coltivata per la sua minore produttività, la varietà Saragolla però presenta un elevato contenuto proteico, una bassa quantità di glutine e, rispetto ad altri tipi di grano, risulta molto più resistente ai parassiti.
La scelta della varietà è stata fatta anche in relazione alla possibilità di incrementare le rese di questa varietà, che similmente a quella del Senatore Cappelli si stanno rivalutando, in particolare nell’agricoltura biologica, ma anche in quella integrata.
Scopo delle prove
L’esperienza ha consentito di verificare sulla varietà Saragolla l’azione di Ilsamin N90, un biostimolante fogliare a base di azoto, aminoacidi e peptidi a spiccata azione
equilibratrice delle attività vegetali.
Grazie all’alta percentuale di aminoacidi liberi levogiri e oligo-peptidi, il biostimolante in prova stimola il metabolismo delle piante permettendo un’azione preventiva e di rapida ripresa vegetativa in situazioni di stress abiotico. Il biostimolante in prova favorisce un rapido sviluppo vegetativo nelle prime fasi e l’assorbimento di macro, meso e microelementi. L’alto contenuto di azoto organico, inoltre, insieme ad aminoacidi liberi e peptidi, favorisce un migliore sviluppo delle parti produttive, aumentandone le caratteristiche qualitative finali (Marchini et al., 2022).
La materia prima di origine naturale di Ilsamin N90 e il processo produttivo di idrolisi enzimatica con cui viene ottenuto ne consentono, inoltre, l’impiego anche in agricoltura biologica.
Oltre all’efficacia del prodotto, scopo delle prove era testare la distribuzione
fogliare del prodotto con il tradizionale atomizzatore a confronto con l’impiego di un drone.
Articolo preso da “L’Informatore Agrario”
